IL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI È L’ATTO FINALE DI UN IMPORTANTE PERCORSO BUROCRATICO

Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è la conclusione di una trafila amministrativa: chi si appresta alla costruzione di un’azienda o di un’impresa (anche agricola) deve sapere che la sua attività è quasi sicuramente soggetta all’ottenimento del CPI

Che cos’è il Certificato di Prevenzione Incendi?

Il rilascio del CPI è competenza del Ministero degli Interni, in collaborazione con il corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Chi richiede il CPI si rende responsabile di ogni tipo di provvedimento ed accorgimento. Nello specifico, il responsabile dovrà garantire, per tutta la durata dell’attività di quella struttura, sicurezza e ottemperanza alle norme.

Il CPI ha un periodo di validità variabile a seconda della struttura per la quale viene emesso. In questi anni di validità, il responsabile dovrà tenere sotto controllo l’edificio ed assicurarsi che tutte le misure di prevenzione funzionino correttamente. Se vengono effettuati lavori di modifiche o restauri, se i locali vengono destinati ad altro uso o se nei depositi vengono introdotte nuove sostanze nocive, il CPI dovrà essere rinnovato o adeguato, anche se ancora nel suo periodo di validità.

La prassi per richiedere ed ottenere il Certificato Prevenzioni Incendi

Determinate attività come ad esempio scuole, palestre, centri sportivi, alberghi, grandi magazzini, fabbriche, aziende agricole, depositi di materiali infiammabili sono soggette a controllo da parte dei Vigili del Fuoco. Il Certificato di Prevenzione Incendi è un requisito necessario per legge per consentire lo svolgimento dell’attività, e le pratiche di prevenzione incendi da presentare ai Comandi Provinciali competenti per l’ottenimento di tale documento devono essere predisposte prima dell’inizio dell’attività. La materia prevenzione incendi è spesso vista come un semplice elenco di disposizioni alle quali attenersi, mentre è in realtà una vera e propria scienza che permette di valutare, prima che accadano, eventi che possono avere effetti gravi o in alcuni casi catastrofici. 

Per questo motivo, a parità di costo, è possibile ottenere da parte di alcuni “professionisti generici” delle prestazioni finalizzate al solo scopo di ottenere il CPI, trascurando però le reali esigenze dell’attività e del committente. Meglio sicuramente affidarsi a tecnici del settore che a seguito di uno studio accurato e preciso dei pericoli effettivamente presenti, con la ricerca delle soluzioni più adatte per evitare incidenti e danni a beni e persone, riescono a consigliare il committente sulle azioni da intraprendere e sugli eventuali interventi da effettuarsi, riuscendo ad ottenere una riduzione delle spese relative all’installazione di impianti e connesse apparecchiature, mantenendo gli stessi standard di sicurezza che si avrebbero spendendo cifre spesso astronomiche dettate da interventi non necessari e spesso sovradimensionati.

Lo studio STC, che ha le sue sedi operative nelle province di Pavia, Milano e Bergamo si avvale di professionisti antincendio, ossia tecnici formati e dotati di iscrizione ai registri 818 del Ministero dell’Interno (requisito fondamentale per certificare la resistenza al fuoco di elementi strutturali mediante metodi non tabellari, o per ottenere un rinnovo di CPI), offrendo un servizio a 360 gradi nell’ambito della prevenzione incendi, seguendo il cliente durante il percorso necessario per l’ottenimento del CPI e successivamente per tenerlo aggiornato sui tanti provvedimenti legislativi riguardanti l’attività, evitandogli di incombere in situazioni di emergenza causate ad esempio dalle scadenze dei termini previsti per l’adeguamento degli impianti alle nuove disposizioni in materia di sicurezza, che costringono ad intervenire in tempi ristretti con conseguenti spese maggiori rispetto a quelle necessarie, ottenibili invece con un’attenta analisi e programmazione degli interventi.

L'iter generale per iniziare un'attività è così riassumibile

  1. Sviluppo del progetto delle strutture.
  2. Studio e valutazione dei rischi relativi all’attività che si intende svolgere con conseguente integrazione del progetto precedentemente sviluppato delle opere necessarie (eventuali aperture per la creazione di uscite di sicurezza, creazione di percorsi protetti, compartimentazione di diversi settori, etc.).
  3. Invio al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco del progetto completo di versamenti e di tutto ciò che occorre.
  4. Ottenimento da parte dei VV.FF. del PARERE FAVOREVOLE relativo al progetto presentato.
  5. Realizzazione delle opere in base al progetto approvato dal comando dei Vigili del Fuoco.
  6. Preparazione della documentazione necessaria per la richiesta di CPI.
  7. Richiesta di sopralluogo ai VV.FF. ed eventuale comunicazione di inizio attività.
  8. Ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.
Naturalmente ogni passo qui elencato racchiude in sé numerose fasi di lavorazione e studio, che possono contribuire all’allungamento dei tempi necessari per completare l’iter burocratico, come ad esempio la fase di approvazione del progetto presentato per l’ottenimento del PARERE FAVOREVOLE ANTINCENDIO che può comportare richieste di colloqui per chiarimenti o integrazioni di documentazione da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente.

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