Articolo 289: (…) il datore di lavoro previene la formazione di atmosfere esplosive.
Articolo 291: (…) negli ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantità tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori, sia garantito un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio, mediante l’utilizzo di mezzi tecnici adeguati.
Articolo 293: (…) Il datore di lavoro ripartisce in zone le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
Articolo 294: Nell’assolvere gli obblighi stabiliti dall’articolo 290 il datore di lavoro provvede a elaborare e a tenere aggiornato un documento, denominato: «documento sulla protezione contro le esplosioni» (…)
Oltre al D. Lgs. 81/2008, esistono altre normative specifiche come la nuova direttiva 2014/34/UE. Essendo il risultato di un allineamento e una rifusione, le principali variazioni della nuova direttiva 2014/34/UE rispetto alla precedente direttiva 94/9/CE sono piuttosto limitate e non riguardano le caratteristiche più rilevanti dell’atto che rimane lo stesso: procedure di scopo, requisiti essenziali di salute e sicurezza, categorizzazione e valutazione della conformità. Va pertanto effettuata una valutazione del rischio (fase 1) e se presente, proseguita con la redazione di una classificazioni dei luoghi secondo le norme CEI in vigore (fase 2), nel particolare: CEI EN 60079, prodotta in inglese e poi tradotta in italiano ed equiparabile alla versione italiana CEI 31-34. Guida tecnica alla classificazione CEI 31-35.
Si classificano due macro-tipologie di prodotti che possono generare atmosfere esplosive:
- liquidi, gas e vapori
- polveri (che si differenziano per strati di polvere con solo rischio di incendio e nube di polvere che può provocare l’esplosione).
CHE COS'È L'ESPLOSIONE?
- Combustibile: agente riducente, solitamente sostanze in forma di gas, vapori, polveri o fibre con determinate proprietà fisiche e in specifiche concentrazioni in volume.

- Comburente: agente ossidante, tipicamente l’ossigeno presente in aria.
- Innesco: qualsiasi sorgente di energia che sia in grado far iniziare la reazione.
Questa situazione è rappresentata in maniera schematica in quello che in gergo viene definito triangolo del fuoco, mostrato in figura 1.

Non tutte le miscele combustibile-comburente determinano un’atmosfera potenzialmente esplosiva: le condizioni che determinano la potenziale esplosività di un ambiente sono da ricondursi alle caratteristiche fisico-chimiche dei combustibili e alle proprietà che deve possedere l’innesco (energie di accensione) in relazione al tipo di combustibile. Un aspetto che è importante sottolineare è quello relativo alle sanzioni applicabili. Gli enti preposti a diversi tipi di controlli che possono richiedere di visionare la documentazione sono l’ATS (ex ASL), l’INPS, l’INAIL e i Vigili del Fuoco che possono addebitare sanzioni cha vanno da un minimo di 3.000 fino ad un massimo di 15.000 euro al datore di Lavoro e pene detentive fino a otto mesi. Inoltre la mancata redazione, se reiterata, può comportare anche la sospensione dell’attività imprenditoriale. A queste vanno aggiunte le sanzioni previste dal D. Lgs. 81/08 e SMI, in cui il datore di lavoro “È punito con l’arresto da quattro a otto mesi o con l’ammenda da 5.000 a 15.000 euro”.