RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE AZIENDE, IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI GESTIONE E CONTROLLO UNICA SOLUZIONE PER EVITARE GUAI GIUDIZIARI

La portata del D. Lgs. 231/2001 è fondamentale per le imprese, che rischiano, qualora si verifichino ipotesi di reato incluse nella norma, sanzioni pecuniarie di rilevante entità. INAIL finanzia con un bando progetti di investimento per il miglioramento della sicurezza
Sono ormai sempre più frequenti i casi giudiziari citati dalla cronaca nei quali il processo penale vede a giudizio, oltre che i soggetti ritenuti responsabili del fatto, anche le aziende, in una veste del tutto distinta ed autonoma. Ciò perché, come è noto, il D. Lgs. 231/2001 ha introdotto in Italia, per la prima volta, una peculiare forma di responsabilità degli enti, per alcuni reati commessi nell’interesse o a vantaggio degli stessi, da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o di direzione dell’ente, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione ed il controllo dello stesso e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza degli organismi amministrativi dell’ente.
Di tali reati, i più significativi sono:
  • reati ambientali, quali la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. 733-bis c.p.);
  • reati societari (art. 25);
  • reati informatici e relativi al trattamento illecito dei dati (art. 24 bis);
  • reati contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1);
  • reati ed illeciti amministrativi di abuso di mercato, di abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato (art. 25-sexies);
  • reati in materia di violazione del diritto d’autore (art. 25-novies).
Attraverso un percorso di continuo ampliamento con successivi interventi legislativi, la portata del decreto è stata estesa anche ai reati di omicidio colposo e di lesioni colpose gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25 septies), coinvolgendo, in tal modo, anche gli interessi delle piccole e medie imprese, in una materia che, per la sua importanza e delicatezza, obbliga a continui adeguamenti, ed è sottoposta a rigide norme di controllo. La portata del D. Lgs. 231/2001, quindi, non deve essere sottovalutata dalle aziende, che rischiano, qualora si verifichino ipotesi di reato incluse nella norma, sanzioni pecuniarie ed interdittive di rilevante entità, le quali possono porre in serio pericolo la stessa sopravvivenza dell’attività societaria, pregiudicandone, in concreto, la possibilità di prosecuzione. L’unica possibilità che ha l’azienda per andare esente dalla responsabilità amministrativa, secondo l’interpretazione della normativa data anche dalla Circolare n. 83607/2012 del Comando Generale della Guardia di Finanza, consiste non solo nell’adozione di un Modello Organizzativo di gestione e controllo, intendendosi per esso la predisposizione di un sistema di regole volte a disciplinare l’operato all’interno dell’azienda, ma anche la sua concreta attuazione in modo idoneo a prevenire la realizzazione degli illeciti penali considerati. Pertanto, sebbene non sussista l’obbligo di adozione del suddetto Modello Organizzativo, si deve valutare come la stessa sia da considerare come una misura ormai praticamente necessaria, e dunque, obbligatoria nei fatti, se non altro per beneficiare della protezione che ne deriva, dal momento che se una società, nell’esercizio della sua libera discrezionalità, decidesse di non dotarsi di un Modello Organizzativo, essa non potrà avvalersi della esimente dalla responsabilità. Inoltre, l’evoluzione del sistema normativo ha, ormai, trasformato la facoltà dell’adozione del Modello Organizzativo in un ormai quasi irrinunciabile obbligo per l’accesso al mercato, sia nella contrattazione con la Pubblica Amministrazione, atteso che molti Enti pubblici ne richiedono espressamente l’attestazione per la partecipazione a bandi e gare, sia nella contrattazione tra privati, dove sovente le più importanti aziende adottano e richiedono ai propri partner l’attuazione delle misure previste dal D. Lgs. 231/2001, ormai considerate sinonimo di sana gestione ed eticità aziendale. Il D. Lgs. 81/08 prevede a tal fine un sistema di attività a sostegno della promozione della sicurezza del lavoro, mediante finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese. In particolare è espressamente previsto all’art. 11 comma V del D. Lgs. 81/08, che INAIL finanzi, con proprie risorse, progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A fronte di tale dettato normativo, al fine di incentivare le imprese a realizzare progetti per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro, ogni anno, INAIL finanzia con apposito bando, progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Lo scorso mese di Dicembre è infatti stato pubblicato il Bando ISI 2016, con risorse complessivamente disponibili per 244.507.756 euro, che consente alle imprese di ottenere un contributo pari al 65% dell’investimento fino ad un massimo di 130.000,00 euro. Le imprese, specialmente le PMI, hanno dunque la possibilità di usufruire di agevolazioni finanziarie nell’adozione e implementazione di un Modello Organizzativo di cui al D. Lgs. 231/2001. L’incentivo può essere estremamente utile per le aziende che si trovano quotidianamente ad affrontare criticità nella gestione della sicurezza sul lavoro, come aziende di produzione o delle costruzioni, che per tali motivi devono affrontare investimenti per migliorare in tal senso i propri processi, ma non solo. In conclusione, si ritiene necessario diffondere una corretta conoscenza delle norme poste dal D. Lgs. 231/2001, le quali non devono necessariamente essere comprese solo come l’ennesimo onere posto in capo alle aziende, potendo essere sfruttate a vantaggio dell’amministrazione, sia in termini di tutela del patrimonio e dell’attività sociale, sia come incremento dell’efficienza della stessa, tramite l’analisi e l’ottimizzazione dei processi, ed il giusto inquadramento delle responsabilità e dei compiti di tutti coloro che concorrono alla sua gestione ordinaria.

I BENEFICI DELL'ADOZIONE DEL MODELLO 231

Dotare l’impresa di un modello organizzativo e di gestione atto a prevenire reati, costituisce una scelta strategica per l’impresa, per i soci e per gli amministratori, poiché consente all’impresa di:
  • essere esente da sanzioni ovvero di contenerne l’entità;
  • ovviare all’applicazione di misure cautelari;
  • perfezionare la propria organizzazione interna, ottimizzando la suddivisione di competenze e responsabilità;
  • assicurare il rispetto degli adempimenti previsti dal Decreto Legislativo ogni qualvolta ciò venga richiesto nell’ambito dei rapporti contrattuali;
  • evitare sanzioni o pendenze giudiziarie nei certificati pubblici che potranno essere richiesti nell’ambito di rapporti commerciali e di pratiche amministrative.

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