SICUREZZA IN CANTIERE, LE SPECIFICHE DISPOSIZIONI PER EVITARE GRAVI INCIDENTI

Viene definito cantiere temporaneo o mobile qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile; il riferimento normativo che disciplina il settore è l’allegato X del D. Lgs. 81/08

Viene definito cantiere temporaneo o mobile qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria Civile. tra questi si riscontrano all’allegato X del D. Lgs. 81/08 (normativa di riferimento): i lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro; sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.

PREMESSA ED INQUADRAMENTO NORMATIVO

Data la particolare natura dell’ambiente di lavoro, visto il considerevole numero di incidenti (mortali e non) nell’ambito dell’edilizia, nel tempo il normatore ha riscontrato l’esigenza di individuare specifiche disposizioni normative al fine di tutelare la salute dei lavoratori operanti nel settore. Difatti, la sicurezza nell’ambito delle costruzioni trova esplicita disciplina nazionale sin dal 1956, data in cui risulta promulgato il D.P.R. 164 del 7 gennaio 1956 avente ad oggetto, per l’appunto, “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni”, nonché – prima ancora – dal D.P.R. 547 del 27 aprile 1955, il quale dettava una disciplina generale ed altre relativamente a specifiche lavorazioni o mezzi quali scavi, fondazioni, ponteggi, demolizioni ed altro ancora.
Tuttavia la disciplina mancava di un elemento essenziale: la previsione sistematica dei rischi e la pianificazione delle misure atte a contrastarli, ovvero la pianificazione della sicurezza. Al proposito, con direttiva cantieri (la 92/57/CEE), la Comunità Europea ha adottato una disciplina specifica per i cantieri, recepita in Italia tramite il D. Lgs. 494 del 14 agosto 1996, primo grande passo evolutivo della normativa con l’introduzione del Coordinatore della Sicurezza e la definizione del responsabile dei lavori. Oggi, tale riferimento normativo viene modificato dal testo unico della sicurezza D. Lgs. 81 del 9 aprile 2008, il quale ridefinisce il concetto di sicurezza, presupponendo la necessità di pianificarla qualora siano presenti più imprese, senza eccezioni di sorta. Le misure di sicurezza, intese come misure di prevenzione e/o di protezione dai rischi, devono essere sempre garantite, indipendentemente dal tipo di cantiere, in quanto il diritto alla salute costituisce un diritto indisponibile (vedi. Cass. Pen., sez. IV, 20 marzo 2008 n. 12348).
Consegue, pertanto, che la disciplina prevista per i cantieri impone sempre e comunque degli obblighi in capo a determinati soggetti, obblighi che possono essere ricondotti a due fattispecie:
  1. generali: quelli cioè che sussistono sempre, anche in termini di adempimenti (es.: la disposizione che obbliga la qualificazione degli operatori, prescrivendo il possesso di specifica idoneità tecnico professionale);
  2. specifici: quelli che si determinano al ricorrere delle condizioni previste (es.: obbligo di nominare i coordinatori e, quindi, di redigere il PSC, ecc.).

INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI E DEGLI STRUMENTI PREPOSTI ALLA SICUREZZA

La sicurezza deve essere perseguita, preventivamente, attraverso gli strumenti a disposizione:
  • il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC);
  • il piano operativo di sicurezza (POS);
  • il piano sostitutivo di sicurezza (PSS);
  • il fascicolo dell’opera (FO);
  • la verbalizzazione delle verifiche periodiche.
Costituiscono strumenti per la sicurezza anche i soggetti responsabili e gli adempimenti loro ascritti:
  • committente;
  • responsabile del procedimento (in ambito pubblico);
  • responsabile dei lavori;
  • coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione;
  • coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione;
  • appaltatore, il subappaltatore, il lavoratore autonomo, il datore di lavoro;
  • direttore tecnico o direttore di cantiere;
  • direttore dei lavori.
L’individuazione dei soggetti è fondamentale nella disciplina della sicurezza nei luoghi di lavoro in quanto ad essi vengono attribuiti precisi adempimenti (obblighi) con le conseguenti responsabilità sanzionate sia in via amministrativa, penale che civile (risarcimento del danno).
Nella logica della responsabilità, e quindi delle competenze determinanti obblighi e adempimenti, i soggetti possono essere ricondotti a tre fattispecie:
  • dominus: committente e/o responsabile dei lavori (RL);
  • supporti e ausili: progettista, direttore dei lavori (DL), coordinatori della sicurezza (CSP e CSE);
  • esecutori: impresa affidataria, impresa esecutrice, lavoratori autonomi.

OBBLIGHI DEI SOGGETTI PREPOSTI ALLA SICUREZZA

Si riportano (in modo agevolato) gli obblighi dei soggetti preposti in relazione alle disposizioni normative.

Committente o responsabile dei lavori:

  • verifica l’idoneità tecnico-professionale dell’impresa affidataria, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare;
  • chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori ad INSP, INAIL e CASSA EDILE, nonché copia del contratto collettivo dei lavoratori;
  • nomina il coordinatore per la sicurezza;
  • predispone la notifica preliminare di cui all’art. 99, inoltrandola all’ATS (ex ASL) ed alla DPL.

Coordinatore della sicurezza (in fase di progettazione):

  • redige il piano di sicurezza e coordinamento di cui all’art. 100 del D. Lgs. 81/08;
  • predispone un fascicolo contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della
    protezione dai rischi.

Coordinatore della sicurezza (in fase di esecuzione):

  • verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione da parte delle imprese esecutrici delle disposizioni loro pertinenti contenute nel PSC e nel POS;
  • verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza (POS);
  • organizza tra i datori di lavoro la cooperazione ed il coordinamento nonché la reciproca informazione;
  • verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza;
  • segnala al committente e al responsabile dei lavori le inosservanze alle disposizioni sulla sicurezza, proponendo la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o la risoluzione del contratto;
  • sospende in caso di pericolo grave ed imminente le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

Imprese affidatarie ed esecutrici

I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi un’unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti:
  • adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII;
  • predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili;
  • curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento;
  • curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;
  • curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;
  • curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente;
  • redigono il piano operativo di sicurezza di cui all’art. 89, comma 1, lettera h).

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