Direttiva Seveso (III)

Direttiva Seveso: cos’è e da dove nasce

La Direttiva Seveso è una normativa europea che ha l’obiettivo di prevenire incidenti rilevanti connessi a determinate sostanze pericolose e di limitare le conseguenze di tali incidenti per l’uomo e per l’ambiente.

Essa si applica agli stabilimenti industriali in cui sono presenti sostanze specifiche, come prodotti petroliferi, gas infiammabili, ecc., in quantità superiori a certi valori soglia. Obbliga i gestori di tali stabilimenti ad adottare misure di prevenzione e piani di emergenza.

La Direttiva Seveso prevede inoltre requisiti per la pianificazione territoriale, al fine di mantenere opportune distanze di sicurezza tra gli stabilimenti a rischio e le zone residenziali.

Ha l’obiettivo primario di tutelare la salute dei cittadini e proteggere l’ambiente attraverso un’attenta gestione del rischio industriale.

Nel 1976, lo stabilimento chimico ICMESA di Seveso perse il controllo della temperatura di un reattore, liberando una nube di diossina tossica che colpì vari comuni limitrofi. Questo incidente, insieme a quello di Flixborough nel 1974, portò all’adozione della Direttiva 82/501/CEE, o “Direttiva Seveso”, per regolare le aziende a rischio di incidenti rilevanti. 

Questa normativa è stata via via aggiornata, con l’ultima versione recepita in Italia nel 2015 come Decreto Legislativo 105/2015, applicabile a tutti gli stabilimenti con sostanze pericolose.

Quali sono le tipologie di aziende soggette?

Ecco alcuni esempi di aziende che potrebbero essere soggette alla Direttiva Seveso:

  • Raffinerie di petrolio e stabilimenti petrolchimici – per la presenza di sostanze infiammabili e tossiche.
  • Depositi di GPL – per lo stoccaggio di gas liquefatti infiammabili.
  • Centrali termoelettriche – per l’utilizzo di gas naturale.
  • Aziende chimiche e farmaceutiche – per la produzione di sostanze pericolose.
  • Aziende manifatturiere con impianti di verniciatura – per l’impiego di solventi infiammabili.
  • Magazzini con fitofarmaci o fertilizzanti – per la presenza di sostanze tossiche.
  • Depuratori – per lo stoccaggio di fanghi e reagenti chimici.
  • Discariche di rifiuti tossici e nocivi.
  • Stabilimenti di estrazione o lavorazione metalli – per l’uso di gas compressi e prodotti chimici.
  • Aziende di produzione di esplosivi o fuochi artificiali – per la presenza di sostanze instabili.

In generale, tutte le attività che utilizzano o immagazzinano le sostanze riportate nell’ Allegato 1 del D.Lgs. 105/2015 in quantità superiori alle soglie, sono soggette agli obblighi della Direttiva Seveso.

Quali sono gli obblighi per il gestore?

Il decreto distingue gli stabilimenti in soglia inferiore e soglia superiore in base alle quantità di sostanze pericolose detenute

  • Il Gestore deve adottare misure per prevenire e limitare le conseguenze degli incidenti rilevanti
  • Deve inviare una notifica con i dati sullo stabilimento alle autorità competenti
  • Deve definire una politica di prevenzione con obiettivi, ruoli e miglioramento continuo
  • Per soglia superiore, deve predisporre il Rapporto di Sicurezza
  • Per tutti, deve redigere il Piano di Emergenza Interna
  • Il PEI serve a controllare e circoscrivere gli incidenti, proteggere salute e ambiente, informare e bonificare
  • Deve garantire formazione e informazione del personale
  • Deve aggiornare le autorità su modifiche che aumentano il pericolo di incidenti
  • Deve partecipare alle ispezioni delle autorità e fornire la documentazione
  • Deve dimostrare di aver adottato le misure previste dalla normativa
  • Deve rispettare eventuali limiti all’utilizzo del territorio imposti dal Comune

Cosa si rischia se non si è in regola?

  • Sospensione delle attività dello stabilimento da parte delle autorità competenti, fino all’adeguamento alla normativa.
  • Sanzioni amministrative pecuniarie fino a 1 milione di euro, in base alla gravità delle violazioni.
  • Denunce penali per i responsabili e arresto fino a 1 anno per mancata adozione dolosa delle misure necessarie.
  • Difficoltà nell’ottenere autorizzazioni per futuri ampliamenti o modifiche dello stabilimento.
  • Danni reputazionali e di immagine verso l’opinione pubblica e le istituzioni locali.
  • Difficoltà di accesso ad agevolazioni e finanziamenti pubblici.
  • Aumento dei premi assicurativi.
  • Maggiori difficoltà nell’ottenere certificazioni in ambito qualità, ambiente e sicurezza.
  • Pericoli per lavoratori, popolazione e ambiente in caso di incidente rilevante.
  • Responsabilità civili e penali in caso di incidente con danni a persone o cose.
  • Costi elevati per bonifiche e ripristino ambientale in caso di incidente.
  • Contenziosi legali con lavoratori, cittadini, associazioni.
  • Dover comunque sostenere i costi per adeguarsi posteriormente alla normativa.
  • Perdita di clienti e partner commerciali preoccupati dalla mancata compliance.

In sintesi, le conseguenze di una mancata applicazione della Direttiva Seveso possono essere molto gravose sotto tutti i punti di vista, quindi è fondamentale per le aziende soggette operare nel completo rispetto della normativa.

Perché anche i Comuni sono soggetti alla Seveso?

I Comuni sono soggetti alla Direttiva Seveso per i seguenti motivi:

  • Devono vigilare sulla presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante nel loro territorio e sulla compatibilità con lo sviluppo urbanistico.
  • Ricevono dai gestori degli stabilimenti Seveso le notifiche e altre informazioni sui rischi presenti.
  • Devono redigere l’Elaborato Tecnico Rischio Incidenti Rilevanti (ERIR) come parte del piano urbanistico comunale.
  • L’ERIR deve contenere dati sulle aree di danno forniti dai gestori e proporre misure territoriali e urbanistiche preventive.
  • I Comuni partecipano al Coordinamento operativo locale per la gestione delle emergenze insieme a Prefettura, Vigili del Fuoco, Regione.
  • Devono informare la popolazione sui rischi di incidente rilevante e sulle procedure di emergenza.
  • Sono coinvolti nella pianificazione dell’emergenza esterna e nell’attivazione delle misure necessarie in caso di incidente grave.
  • Subiscono le conseguenze dirette di eventuali incidenti rilevanti nelle aziende del loro territorio.

In sintesi, anche se non gestiscono direttamente gli stabilimenti Seveso, i Comuni hanno un ruolo chiave nella prevenzione e gestione del rischio di incidenti rilevanti a tutela di cittadini e ambiente.

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