Nuovo Codice Appalti 2023

STC è in prima linea e pronta a operare con il nuovo codice degli appalti, forniamo il nostro supporto strategico su:

  • Progettazione;
  • Direzione Lavori;
  • Validazione progetti;
  • Assistenza al R.U.P.

D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36 codice appalti: una rivoluzione nella grammatica dell’appalto

Il nuovo codice recupera la discrezionalità con il definitivo superamento della logica accusatoria e del sospetto. Un nuovo strumento che potrà essere un volano del comparto degli appalti. Un settore che, dal lato economico, secondo i dati forniti da ANAC, nel 2021 ha totalizzato un monte lavori degli appalti tra lavori, servizi e forniture di 200 miliardi di euro.

Dall’edilizia ai servizi: evoluzione degli appalti

Fino a 10 anni fa la parte più importante era quella relativa ai lavori infrastrutturali, mentre nel corso degli ultimi 10 anni si è modificato passando da una prevalenza su servizi e forniture (soprattutto in sanità a seguito dell’emergenza covid) e ora col PNRR di nuovo su investimenti infrastrutturali.

Codice tarato sui lavori pubblici

Da tenere in debito conto che il nostro codice, nella sua struttura portante, si porta dietro comunque nella maggior parte dell’articolato una logica relativa ai lavori che hanno peculiarità differenti rispetto ai servizi e alle forniture.

Formazione e aggiornamento continuo

Tra gli strumenti di carattere attuativo il codice insiste sulla formazione, in questo paese anche laddove si fa formazione manchiamo sempre troppo del trasferimento di saperi tra diverse professionalità e tra diverse generazioni, questo impianto normativo punta ad assicurare non solo la formazione ma anche l’aggiornamento tempestivo e nel lungo periodo.

Piano di formazione per gli addetti agli appalti

Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, in coerenza con il programma degli acquisti di beni e servizi e del programma dei lavori pubblici di cui all’articolo 37, adottano un piano di formazione per il personale che svolge funzioni relative alle procedure in materia di acquisiti di lavori, servizi e forniture.

Riqualificazione delle stazioni appaltanti

Un tema dirimente, per far sì che il nuovo codice diventi un volano economico, riguarda la riqualificazione delle stazioni appaltanti, oggi ve ne sono ben 36 mila con oltre 100.000 centri di spesa, se non si riducono e si rendono più competenti, il codice da solo non basterà.

Sburocratizzazione tramite digitalizzazione

Un altro tema su cui punta il nuovo strumento normativo riguarda la digitalizzazione, argomento ostico perché richiede interoperabilità e rimozione delle resistenze. Il gruppo di lavoro che ha prodotto il testo ha messo in evidenza che per fare una gara si potranno risparmiare dai sei mesi ad un anno, grazie prima di tutto alla digitalizzazione delle procedure (a partire dal 1°gennaio 2024).

Banca dati unica delle imprese

La banca dati degli appalti accoglierà le informazioni relative alle imprese, una carta d’identità digitale, sempre disponibile, che eviterà alle imprese partecipanti alle gare di presentare ogni volta una moltitudine di documenti, sempre gli stessi tra l’altro, con ragguardevoli risparmi di costi e soprattutto di carta.

Trasparenza e condivisione dati

Ognuno degli stakeholder avrà a disposizione sulla piattaforma i dati, al fine di garantire la necessaria trasparenza. Per la fase di start-up è stato previsto un help desk, con le faq, le best practices e le worst practices ovvero cose giuste che si possono fare e cose sbagliate da non fare.

I 4 principi cardine

Perno del nuovo codice è il LIBRO I, PARTE I – I PRINCIPI, TITOLO I, con gli articoli 1, 2, 3, 4.

All’articolo 1 troviamo il principio del risultato, dove si dice che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti perseguono il risultato dell’affidamento del contratto e della sua esecuzione con la massima tempestività e il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza.

All’articolo 2 troviamo il principio della reciproca fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta dell’amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici.

All’articolo 3 troviamo il principio dell’accesso al mercato degli operatori economici nel rispetto dei principi di concorrenza, di imparzialità, di non discriminazione, di pubblicità e trasparenza, di proporzionalità.

L’articolo 4 sarà la base su cui si fonderanno i giudizi di merito, un vero e proprio Criterio interpretativo e applicativo che recita:”Le disposizioni del codice si interpretano e si applicano in base ai principi di cui agli articoli 1, 2 e 3”.

Il ritorno dell’appalto integrato

Per i lavori pubblici si reintroduce la possibilità dell’appalto integrato (art.44) senza i divieti previsti dal vecchio Codice (vietato nel DLGS 50/2016), oggi viene invece implementato, quindi all’interno di un appalto vi è la possibilità di inserire sia la progettazione che la parte esecutiva dei lavori, mentre con il 50/2016 dovevano seguire due strade diverse.

La figura del General Contractor

Si afferma la figura General Contractor, art.203 affidamento di servizi globali, l’operatore economico è tenuto a perseguire un risultato amministrativo mediante le prestazioni professionali e specialistiche dedotte in obbligazione in cambio di un corrispettivo determinato in relazione al risultato ottenuto e alla attività normalmente necessaria per ottenerlo.

Subappalto a cascata

Ritorna il subappalto a cascata, art.119 comma 17 secondo periodo, tema questo importante perché si consente anche piccole imprese di poter rientrare in gioco su appalti importanti operando nella propria nicchia di competenza, ovviamente le caratteristiche del subappalto sono definite dalla stazione appaltante.

Partenariato pubblico-privato

Molta importanza viene data al partenariato pubblico privato PPP, art.75, art.134, libro iv art.174 e seguenti, parte v art.198 e seguenti, riguarda in questo caso il coinvolgimento di soggetti privati importanti con una capacità economica e una struttura importanti in grado di supportare la PA in progetti di grande rilevanza, c’è un diritto di prelazione nei confronti del promotore, cioè di colui che ha proposto il progetto, si va comunque a bando ma il promotore ha un diritto di prelazione.

Obbligo di BIM dal 2025

Valorizzazione da subito, obbligo dal 2025 per il BIM, Articolo 43, metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni.

A decorrere dal 1° gennaio 2025, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottano metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti per importo a base di gara superiore a 1 milione di euro.

Due soli livelli di progettazione

All’art. 41 Progettazione secondo il nuovo codice: addio al progetto definitivo, il nuovo testo abolisce completamente il livello intermedio di progettazione: i livelli di progettazione diventano due:

  • progetto di fattibilità tecnico-economica;
  • progetto esecutivo.

Nasce il Responsabile Unico del Progetto

Nel nuovo codice appalti la figura del RUP cambia nome rispetto al dlgs 50/2016: da responsabile unico del procedimento diventa responsabile unico del progetto. IL R.U.P. è nominato dalla stazione appaltante tra i dipendenti anche a tempo determinato e anche non aventi qualifica dirigenziale, l’allegato i.2 indica le attività e i requisiti. La nomina del RUP non è più appannaggio del dirigente apicale ma in carico alla pubblica amministrazione in senso lato per dare più flessibilità a tutta l’organizzazione. A lui vengono affidate le fasi di:

  • programmazione;
  • progettazione;
  • affidamento;
  • esecuzione.

Un Codice auto-esecutivo

Il nuovo codice è composto da 5 libri, 229 articoli e 38 allegati, i 38 allegati sostituiscono in tutto e per tutto i precedenti decreti attuativi e le 17 linee guide ANAC, la cosiddetta soft law, pertanto è un codice auto-esecutivo.

Le nuove soglie per affidamenti diretti e gare

Le soglie:

  • affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150.000 euro, anche senza consultazione di più operatori economici;
  • affidamento diretto dei servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo inferiore a 140.000 euro, anche senza consultazione di più operatori economici;
  • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, individuati in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 1 milione di euro;
  • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno dieci operatori economici, ove esistenti, individuati in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro e fino a 5.382.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per l’affidamento di servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo pari o superiore a 140.000 e fino alle soglie previste all’art.14;
  • per i lavori sopra 500.000 euro e per i servizi e forniture sopra 140.000 euro si rende necessaria la qualificazione della stazione appaltante.

Perché affidarsi a STC Engineering Group è la scelta migliore?

STC Engineering Group, azienda leader sul territorio Lombardo da oltre 25 anni, è specializzata nella formazione e consulenza normativa per supportare la pubblica amministrazione e le imprese private a implementare il nuovo Codice Appalti in vigore dal 2023.

Mettiamo a disposizione la nostra esperienza per assistere gli enti appaltanti in tutti gli adempimenti previsti dalla nuova normativa, per una corretta applicazione della discrezionalità amministrativa e dei principi cardine di trasparenza, concorrenza e qualità.

STC si avvale di un team altamente qualificato composto da ingegneri, periti e tecnici con competenze specifiche difficili da riscontrare presso altre realtà del settore. 

Grazie a questa specializzazione verticale, STC è in grado di offrire soluzioni personalizzate e calibrate sulle esigenze di ogni cliente. 

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Scegliere STC significa affidarsi ad esperti di comprovata esperienza, il cui operato è riconosciuto dal mercato. Non a caso STC è leader nel suo settore in Lombardia dal 1995.

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