I COMPITI DEL MEDICO COMPETENTE, FIGURA FONDAMENTALE PER GARANTIRE LA SICUREZZA IN AZIENDA

Il medico competente è una delle figure fondamentali del D. Lgs. 81/08: collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, alla programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria
Il medico competente è una delle figure fondamentali del D. Lgs. 81/08: collabora con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, alla programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, alla predisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori (per la parte di competenza), all’organizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi di lavorazione ed esposizione e le peculiari modalità organizzative del lavoro e all’attuazione. È proprio il medico competente uno dei sottoscrittori del documento di valutazione dei rischi, è colui che partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini della valutazione del rischio e della sorveglianza sanitaria. Il medico competente istituisce, aggiorna e custodisce sotto la propria responsabilità, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria. La cartella è conservata con salvaguardia del segreto professionale, presso il luogo di custodia concordato al momento della nomina del medico competente. Il medico competente ha anche il compito di consegnare al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196 e con salvaguardia del segreto professionale. Il medico consegna anche al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, una copia della cartella sanitaria e di rischio e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima. L’originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto.

INFORMAZIONE AI LAVORATORI E AI RAPPRESENTANTI E RIUNIONE PERIODICA

La normativa obbliga il medico competente a fornire al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori le informazioni sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Nelle aziende e nelle unità produttive che occupano più di 15 lavoratori, il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, indice almeno una volta all’anno una riunione a cui partecipa il medico competente, ove nominato.
Il medico comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui all’articolo 35, al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per la tutela della salute e della integrità psico-fisica dei lavoratori.

SOPRALLUOGHI NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Il medico è incaricato a visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi.

SORVEGLIANZA SANITARIA

La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente:
  1. qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi;
  2. alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente;
  3. in fase preassuntiva;
  4. quando serve una visita medica precedente alla ripresa del lavoro, a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi.
Le visite mediche non possono essere effettuate per accertare stati di gravidanza e negli altri casi vietati dalla normativa vigente. Le visite mediche a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici, indagini diagnostiche mirate al rischio, ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento, le visite mediche sono finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol-dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea;
  • inidoneità permanente.
Il medico esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore ed al datore di lavoro. Nei casi di espressione di giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti temporali di validità.

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