LA DIRETTIVA SEVESO RIGUARDA LE ATTIVITÀ A RISCHIO RILEVANTE IN VIGORE DALL’88 DOPO IL CASO ICMESA

Il provvedimento è rivolto agli stabilimenti preesistenti e a quelli nuovi nei quali sono presenti o previste sostanze pericolose, indicate nell’Allegato 1 del Decreto Legislativo 105/2015

Verso le 12:37 di sabato 10 luglio 1976 nello stabilimento della società ICMESA di Meda, confinante con Seveso, un reattore chimico perse il controllo della temperatura e si scaldò oltre i limiti previsti. L’apertura delle valvole di sicurezza evitò l’esplosione del reattore, ma l’alta temperatura causò una modifica della reazione con una massiccia formazione di diossina (TCDD), una sostanza tossica. La TCDD fuoriuscì nell’aria in quantità non definita e venne trasportata verso sud dal vento in quel momento prevalente. Si venne quindi a formare una nube tossica che ha colpito i Comuni di Meda, Seveso, Cesano Maderno e Desio. Il comune maggiormente colpito fu Seveso, in quanto si trova immediatamente a sud della fabbrica. 

QUESTO EVENTO, ANCHE A SEGUITO DELL’INCIDENTE DI FLIXBOROUGH, PORTÒ ALL’ADOZIONE IN EUROPA DEL PRIMO IMPORTANTE PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO IN MATERIA DI ATTIVITÀ INDUSTRIALI A RISCHIO DI INCIDENTI RILEVANTI, OSSIA LA DIRETTIVA 82/501/CEE, NOTA COME “DIRETTIVA SEVESO” RECEPITA IN ITALIA NELL’ANNO 1988 CON L’EMANAZIONE DEL DPR 175/88. 

Successivamente sono stati emanati ulteriori provvedimenti legislativi relativi alle attività a rischio di incidenti rilevanti e da ultimo la Direttiva 2012/18/UE del 4 luglio 2012 Seveso III pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 4/7/2012 e recepita in Italia con il Decreto Legislativo 105 del 26 giugno 2015 pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 161 del 14 luglio 2015.

Con l’emanazione del Decreto Legislativo 105/2015 sono anche stati riuniti in un unico provvedimento, una serie di decreti ministeriali emanati in tempi diversi per la corretta applicazione della legislazione sulla prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti.

A chi è rivolta la Direttiva Seveso e quali sono gli adempimenti e gli obblighi connessi

  • La Direttiva Seveso si applica agli stabilimenti preesistenti e a quelli nuovi nei quali sono presenti o previste sostanze pericolose.
  • Le sostanze pericolose sono indicate nell’Allegato 1, parte prima e seconda del Decreto Legislativo 105/2015 il quale definisce due soglie di assoggettabilità dello stabilimento.
  • Gli stabilimenti si distinguono in: stabilimenti di soglia inferiore e stabilimenti di soglia superiore in funzione dei quantitativi di sostanze pericolose detenute.

Obblighi del Gestore cioè della persona fisica e giuridica che detiene o gestisce uno stabilimento, oppure a cui è stato delegato il potere economico o decisionale determinante per l’esercizio dello Stabilimento nel quale sono presenti le sostanze pericolose indicate nell’Allegato 1 del Decreto Legislativo 105/2015

  • Il Gestore è tenuto ad adottare tutte le misure idonee a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente.
  • Il Gestore è tenuto a dimostrare in qualsiasi momento alle Autorità competenti e di controllo, in particolare ai fini delle ispezioni e dei controlli, l’adozione di tutte le misure necessarie previste dal decreto legislativo. Il decreto definisce e specifica le motivazioni e le tempistiche di trasmissioni dei documenti alle Autorità.
  • Il Gestore è tenuto a trasmettere alle Autorità (Comitato Tecnico Regionale, Regione o soggetto da essa designato, Ministero dell’Ambiente tramite ISPRA, Prefettura, Comune, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco) una notifica, redatta secondo il modulo riportato nell’Allegato 5 del D. Lgs. 105/2015, fornendo le informazioni inerenti la tipologia di sostanze pericolose presenti nello stabilimento, il loro quantitativo, le attività in corso o previste nello stabilimento, l’ambiente circostante lo stabilimento e i fattori passibili di causare un incidente rilevante o di aggravarne le conseguenze.
  • Il Gestore deve redigere un documento che definisce la propria politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, allegando allo stesso il programma adottato per l’attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza. La politica, proporzionata ai pericoli di incidenti rilevanti, deve comprendere:
  • gli obiettivi generali e i principi di azione del Gestore,
  • il ruolo e la responsabilità degli organi direttivi,
  • l’impegno al continuo miglioramento del controllo dei pericoli di incidenti rilevanti, garantendo al contempo un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente.
  • Il Gestore di Stabilimenti di soglia superiore deve redigere e consegnare al Comitato Tecnico Regionale il Rapporto di Sicurezza dello stabilimento.
  • Il Rapporto di Sicurezza strutturato in accordo alla linea guida riportata nell’Allegato “C” del D. Lgs. 105/2015 deve contenere anche: informazioni sui pericoli di incidenti rilevante presenti nello Stabilimento, misure adottate per prevenirli e per limitarne le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente, modalità di informazione formazione e addestramento del personale che lavora nello stabilimento, analisi dell’esperienza storica del Sito e degli eventi indotti da cause naturali.
  • Il Gestore di Stabilimenti di soglia superiore e di soglia inferiore deve predisporre, previa consultazione del personale che lavora nello stabilimento (compreso il personale di imprese subappaltatrici a lungo termine), il Piano di Emergenza Interna (PEI). Il Piano di Emergenza Interna è predisposto allo scopo di:
  • controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per l’ambiente e per i beni;
  • mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
  • informare adeguatamente i lavoratori, e i servizi o le autorità locali competenti;
  • provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.

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